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Claudia Salaris. Bibliografia del futurismo (1909-1944). Con una lettera inedita di Govoni a F. T. Marinetti. Roma, Biblioteca del Vascello, 1988. In 8°; pp. 118.


Claudia Salaris. Storia del Futurismo. Libri giornali manifesti. Editori Riuniti, 1985 (II edizione 1992). In 8°. pp. 304.

Due testi ormai classici, fuori catalogo da diversi anni (ma il nostro compito non è necessariamente quello di recensire nuove edizioni, ma anche testi fuori commercio che il bibliofilo "deve" comunque procurarsi). Chi vuole orientarsi nel mondo del collezionismo di materiale futurista non può farne a meno. Proprio la variegata complessità di ciò che chiamiamo Futurismo rende necessario l'utilizzo di guide affidabili che aiutino il collezionista, lo studioso o il semplice appassionato ad orientarsi all'interno delle mille diramazioni di questo movimento. Questo anche per evitare errori clamorosi... e dispendiosi. Nei momenti di massimo "boom" di questo tipo di collezionismo (che in genere coincidono con con grandi mostre, ricorrenze, riscoperte culturali alle quali viene data ampia risonanza) abbiamo visto troppo spesso, nei cataloghi di vendita, definiti come "futuristi", lavori di autori che solo occasionalmente, o incidentalmente, avevano fatto parte del movimento, anche se con contributi che potevano essere importanti. Tanto bastava per estendere la definizione di futurista all'intera opera degli stessi (adeguando i prezzi delle prime edizioni...). Esempi tipici di questo malinteso sono autori come Soffici e Palazzeschi: per quanto di innegabile importanza e valore artistico sia il loro contributo al futurismo, estendere la definizione di futurista alla loro intera opera ci sembra pretestuoso, anche se, per un libraio, economicamente conveniente.

 

Si spiega così il favore con cui furono accolti nell'ambiente degli appassionati gli encomiabili tentativi di Claudia Salaris, massima esperta del settore, di classificare e sistematizzare la materia, stabilendo dei confini storici e artistici ben precisi. Impresa non facile, data la complessità e le mille varianti del movimento, ma proprio per questo ancora più lodevole. Per i bibliofili che si vogliono specializzare in questo particolare settore, la Bibliografia è strumento imprescindibile. "La Salaris", così questo testo è ormai affettuosamente chiamato, identifica con certezza centinaia di titoli sicuramente appartenenti al movimento futurista. Come in tutte le bibliografie, la completezza è un'aspirazione irrealizzabile, e molti collezionisti esperti potranno dilettarsi a citare titoli certamente futuristi ma non presenti nell'elenco. Tuttavia, se un titolo assente può indubbiamente essere futurista, qualunque titolo presente nel lavoro della Salaris LO E' SICURAMENTE. Il che non è poco.

 

La Storia del futurismo, della stessa autrice, è il complemento perfetto alla bibliografia. La puntigliosa descrizione di tutte le diramazioni del movimento aiuta il collezionista a seguire storicamente non solo il percorso principale, ma anche quello minore, legato alle mille correnti locali, e ci dà un quadro anche della grafica, della pittura, della scultura, dell'architettura e della musica futurista, ricordandoci che questa grande corrente non ha necessariamente dato il meglio di sè nella letteratura (pensiamo in particolare ai capolavori della grafica).

 

Per loro stessa natura, i due testi non aiutano comunque il collezionista a risolvere l'annoso problema della valutazione delle pubblicazioni futuriste. Le quali, come si sa, sono tra le più costose prime edizioni del Novecento Italiano (e anche non italiano). Purtroppo, e lo diciamo ai neofiti, non ci sono a questo proposito particolari segreti da rivelare. Possiamo solo dare qualche consiglio. Consultate e confrontate sempre i prezzi dei cataloghi di librerie specializzate. I prezzi presenti in cataloghi non specializzati non hanno particolare rilevanza: l'occasionale comparsa di qualche titolo futurista in librerie "generiche" non fa testo (questo vale non solo per i collezionisti di futurismo...). A questo proposito, invitiamo gli appassionati a procurarsi i cataloghi monografici pubblicati dallo Studio Bibliografico l'Arengario di Gussago. Ne ha stampati almeno due sull'argomento, uno dei quali con introduzione della stessa Salaris. Noi ve ne consigliamo anche un terzo, publicato dagli stessi, dedicato a Paladini. Costituiscono una integrazione perfetta ai due testi dei quali parliamo in questo articolo, e consentono un'analisi dei prezzi delle principali pubblicazioni futuriste, compresi titoli non presenti nella Bibliografia citata. In più, lo stesso studio bibliografico mantiene un catalogo online permanente dedicato al futurismo, con riproduzioni di copertine. Uvo strumento utilissimo. I cataloghi cartacei in questione sono a pagamento, e il fatto farà magari storcere il naso a qualche "purista", abituato a ricevere i cataloghi gratis. Tuttavia, l'accuratezza della compilazione e l'importanza e serietà dell'"operazione culturale" della quale gli stessi cataloghi si fanno promotori, giustificano il fatto di doverli acquistare.

 

Tutte le pubblicazioni delle quali parliamo in questo articolo sono reperibili e acquistabili in rete, in particolare tramite maremagnum. Un'unica perplessità: la Storia del futurismo e i cataloghi dell'Arengario sono offerti ad un prezzo accettabile. Lo stesso non si può dire della Bibliografia (il più utile tra gli strumenti descritti...), che recentemente viene offerta ad un prezzo superiore ai duecento euro... Ora, è vero che l'importanza di questo testo è indiscutibile, e che ormai è diventata essa pure un testo "da collezione", ma la cifra ci sembra veramente campata in aria...

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