InFolioMaximo
Latest News
LAR - Gallery
Inaugurata LAR - Gallery, spazio espositivo virtuale di Libriantichierari.com
Latest Comments

Facilmente, per il bibliofilo, il libro diventa oggetto. L'accusa più frequente nei confronti del bibliofilo-bibliomane è, in definitiva, proprio quella di curare più le qualità estetiche dell'oggetto che i contenuti, cioè la rilevanza culturale del testo stampato. Accusa in parte fondata ma in parte ingiusta, perché difficilmente si diventa veri bibliofili senza prima passare per il duro esercizio della lettura e dell'arricchimento della cultura personale.
Gli editori, del resto, conoscono bene questa attitudine, e non raramente confidano proprio in questa debolezza per cercare di attirare l'attenzione del potenziale cliente. Nella prima metà del Novecento, molte edizioni si sono presentate come edizioni "per bibliofili". La distinzione tra un'edizione normale ed una per bibliofili sta tutta nell'accuratezza tipografica, nella qualità della carta, nella rilegatura, in tutti quei dettagli che trasformano appunto il libro in oggetto.
La Rizzoli s.p.a., all'inizio degli anni Trenta, non era ancora la multinazionale della carta stampata oggi nota a tutti come Rizzoli-Corriere della Sera, colosso dell'editoria italiana. All'epoca era una giovane casa editrice che cercava di farsi conoscere dal grosso pubblico. Rizzoli era nato come tipografo nel 1909: stampava biblietti da visita, inviti per cerimonie, ed ephemera simili, attività tipica dei tipografi minori, che spesso gli venivano commissionati dalla Bestetti-Tumminelli, celebrata casa editrice e tipografia di Milano, nota soprattutto per le sue pubblicazioni d'arte. Nel 1924 la tipografia Rizzoli si spostò in una nuova sede, in via Broggi, sempre a Milano: vantava circa 80 dipendenti e l'acquisto di una nuovissima macchina tipografica dalla Germania. A quel'epoca avvenne il passaggio da tipografo a tipografo-editore: Rizzoli cominciò a pubblicare bei cataloghi di gallerie d'arte, di grande formato. Nello stesso periodo pubblicava una rivista di un certo successo, Novella, ed una serie di libri legati alla rivista stessa: I Romanzi di Novella. Il tutto passava per le edicole: si trattava di ristampe di successi della Peverelli, di Milly Dandolo, di Frattini. All'interno si trovavano illustrazioni in nero di artisti famosi e novelle inedite di autori come Zavattini e Guareschi. Una curiosità: il volume di Mura intitolato Sambadù, amore negro, fu eliminato a causa dell'argomento scabroso e della copertina di Dudovich che rappresentava un nero abbracciato ad una donna bianca...
All'inizio degli anni Trenta l'editore cominciò a pubblicare anche alcune collane di libri con intenti meno popolari. Nel 1934 comparvero i Classici, collana diretta all'inizio da Ojetti. E' forse la serie più famosa mai pubblicata dalla Rizzoli: continuerà anche nel dopoguerra e sarà alla base della famossisima BUR. Ma nel 1932 l'editore aveva già dato il via ad una collana particolare, nota come Breviari d'amore. Venti volumetti nel 24° tipico di questa casa editrice, in bella legatura in raso, in carta velina di pregio, sottile ma molto resistente (tanto da consentire di riunire circa 200- 300 pagine in volumi di pochissimo spessore).
La collana deve aver avuto vita travagliata, almeno per quel che si deduce dai dettagli: esordisce col titolo di I Classici dell'Amore, e solo al comparire del quinto volume (D'Annunzio) il titolo diventa I Breviari dell'Amore. Da non sottovalutare nemmeno il fatto che i primi cinque titoli compaiono nel 1932, segue un solo titolo nel 1933 e nessun titolo nel 1934. La collana riprende vigore nel 1935 e si completa rapidamente l'anno successivo. La scelta degli autori è abbastanza curiosa, tanto da spaziare tra l'amore filosofico per eccellenza (I Dialoghi di Platone e il testo di Schopenhauer) a quello ben più carnale di Longo Sofista e di Papa Piccolomini.
Per raccogliere l'intera collana fu prodotta anche una apposita piccola libreria portatile, in legno dorato con scaffale protettivo probabilmente in compensato rivestito di tela rossa con, impressi in oro, gli stessi disegni e fregi che decorano le copertine dei volumi. La collana assume così definitivamente il significato di insieme pensato per i cultori del libro-oggetto: i caratteri piccoli ma nitidissimi, la carta pregevole, le carezzevoli legature in raso, la graziosa librerietta in pieno stile decò che trasforma i venti libri un unico oggetto...
Scheda bibliografica
I Classici dell'Amore. 20 volumi in 24° (8,5 x 11) legatura in raso con titoli impressi in oro e illustrazioni a colori (cuori, fiori, faretre, archi). 1932-1936. Collezione completa. 200-300 pagine ciascuno, in robusta carta velina.
1. U. Foscolo. Lettere d'amore. 1932 2. P. Mérimée. Carmen. Don Giovanni. 1932. 3. Lettere d'amore di due monache. 1932. 4. Tolstoi. La felicità coniugale. 1932. 5. G. D'Annunzio. Grotteschi e rabeschi. 1932. 6. Th. Hardy. Le avventure amorose di Margery. 1933. 7. Ovidio. L'arte d'amare. Poesie erotiche. 1935. 8. Manzoni. Pagine d'amore. 1935. 9. G. Mazzini. Lettere d'amore. 1935. 10. De Coster. Un amore fatale. 1935.11. La lirica d'amore italiana. 1935. 12. Il romanzo d'amore di Marabeau e di Sofia de Monnier. 1936. 13. Antologia dell'amore. 1936. 14. E. S. Piccolomini. Storia di due amanti. 1936. 15. Lenan. Un tragico amore. 1936. 16. M. Bandello. Novelle d'amore e di morte. 1936. 17. V. Hugo. Lettere alla fidanzata. 1936. 18. Longo Sofista. Gli amori pastorali di Dafni e Cloe. Traduz. di A. Caro. 1936. 19. Platone. Dialoghi intorno all'amore.1936 20. A. Schopenhauer. L'amore come volontà di vivere. 1936.
I venti volumi sono conservati in una libreria portatile originale in legno dorato (altezza massima 14 cm., larghezza massima 27 cm.), con scaffale protettivo rivestito in tela rossa con fregi in oro.