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Storia della satira - Satira della storia   
La satira, per assurdo, è qualcosa di serissimo


Scheda bibliografica:
Dino Aloi e Paolo Moretti, a cura di
Storia d'Italia nel pennino della satira.
Torino, Edizioni il Pennino, 2006
Un volume in 8°; brossura, pp 304.
Illustrazioni nel testo. Da pagina 242 schede bibliografiche su carta giallina.

Nell'ambito del collezionismo "cartaceo", la raccolta di riviste satiriche costituisce un settore forse di nicchia, ma sicuramente non marginale, e tantomeno "minore". Del resto, basta scorrere anche casualmente l'elenco degli illustratori presenti in questo catalogo, per rendersi conto dell'importanza di certi nomi.
Per quanto esistessero già storie, perlomeno parziali, quali ad esempio i pionieristici lavori di Gec, della satira, tuttavia mai prima si era tentato di catalogare sistematicamente , e con rigore storico-bibliografico, le riviste italiane dedicate alla satira. Il bel catalogo della mostra torinese, realizzato, come spesso avviene in questi casi, grazie alla disponibilità di alcuni grandi collezionisti privati, cerca di sopperire a questa lacuna.
Le sorprese non mancano. Come sottolineano gli stessi curatori il numero di pubblicazioni analizzate ha superato ogni previsione. Se ne prevedevano diverse centinaia, ne sono state scoperte oltre mille, e, si badi bene, senza nessuna presunzione di completezza. Anzi, i curatori stessi, in previsione di ulteriori edizioni corrette e ampliate, invitano a segnalare eventuali mancanze.
La satira, nella storia dell'uomo, compare praticamente col comparire di ogni forma di potere istituzionale. La tendenza a sbeffeggiare i potenti accompagna la storia del potere stesso. In un certo senso, come viene giustamente sottolineato dai curatori, la satira accompagna la storia in modo tale da diventare alla lunga essa stessa "storia", oggetto di memoria storica. Sottolinea, ricorda, ed evidenzia i grandi fatti e i grandi personaggi. Non a caso il catalogo si propone anche come libro di storia, invito alla riscoperta dei grandi fatti del nostro passato, al punto da offrire anche una cronologia storica ai suoi lettori.
 I lavori di questo tipo devono imporsi anche i limiti nei quali operare. Il catalogo si propone di analizzare solo le riviste italiane comparse dal 1848 ad oggi e solo quelle nelle quali l'elemento satirico fondamentale era rappresentato dalle illustrazioni piuttosto che dal testo. Esistono ovviamente anche molte pubblicazioni periodiche che, col solo ausilio del testo, possono essere considerate chiaramente "satiriche", ma è evidente che la scelta dei curatori è comunque sensata, tendente a catalogare un grande quantitativo di materiale con caratteristiche omogenee. Si consideri anche che, per ovvi motivi, le riviste illustrate sono anche quelle più ricercate e apprezzate dai collezionisti.
Divertentissimo il breve scritto iniziale di Gian Paolo Caprettini sulla Linguistica della linguaccia. Viaggi tra i significati delle testate satiriche, dove si evidenzia come, da Aristofane ad oggi, molti "trucchi" linguistici della satira sono rimasti gli stessi, fin dai titoli onomatopeici delle pubblicazioni e il richiamo ad animali (Cri-Cri, La rana etc...)
Un testo destinato a diventare riferimento bibliografico per tutti gli appassionati e i professionisti del settore, non solo per quel che riguarda la satira, ma anche le "riviste" generale.
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